Le imposte sui redditi del forex trading

Premessa – Il Foreign Exchange Market (“Forex”)

Operare sulle valute significa effettuare transazioni in cui si procede al trasferimento immediato di una somma espressa in una valuta in cambio di un’altra somma in un’altra valuta sulla base dell’attuale valore del tasso di cambio (cd. “tasso di cambio a pronti”).

La compravendita di valute a pronti effettuate sul mercato Forex (Foreign Exchange Market, come noto) possono avvenire mediante contratti denominati “spot” e “rolling spot” conclusi attraverso piattaforme elettroniche di trading online.

Attraverso i trading system, l’investitore opera sul mercato attraverso l’apertura e chiusura delle operazioni all’interno della stessa giornata (contratto “spot”). Nel caso in cui l’investitore voglia prolungare l’operazione oltre la giornata di inizio (contratto “rolling spot”), deve tecnicamente chiudere le operazioni giornaliere in essere e contestualmente ordinarne una successiva alla riapertura nel giorno seguente, avvalendosi del meccanismo di “roll over” per evitare l’effettiva riconsegna del sottostante.

Inquadramento in Italia del forex trading

L’autorità fiscale italiana (Agenzia delle Entrate) classifica come “contratti finanziari differenziali” (ovvero derivati), i contratti di acquisto e vendita di valuta, estranei a transazioni commerciali e regolati per differenza, anche mediante operazioni di rinnovo automatico (c.d. “roll-over”). Riconduce, altresì, a tale classificazione contrattuale, anche i contratti di compravendita in valuta che, pur in assenza di clausole contrattuali che prevedano espressamente il rinnovo automatico, presentino caratteristiche tali da consentire di mantenere aperte overnight le posizioni a fine giornata (con conseguente trasformazione della posizione spot in una posizione a termine).

Imposte sui guadagni dal trading sul forex

Operare sul Forex, quindi, significa fiscalmente eseguire “contratti finanziari differenziali” i cui guadagni (plusvalenze) e perdite (minusvalenze) sono stati fiscalmente ricondotti -sempre dall’Agenzia delle Entrate- ai rapporti di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c-quater, del Testo unico delle imposte sui redditi. Tale previsione di legge include i guadagni del Forex realizzati da privati investitori tra i “redditi diversi” soggetti all’imposta sostitutiva fissa del 26%.

Base imponibile sulla quale applicare l’imposta sostitutiva

L’importo tassabile è formato dalla somma algebrica dei differenziali positivi o negativi di negoziazione, aggiungendovi eventuali altri proventi percepiti e deducendo ogni onere inerente (interessi passivi esclusi) sostenuto per ciascun rapporto in ogni anno solare.

Ovvero: sono imponibili i guadagni (plusvalenze) delle singole operazioni ed altri eventuali proventi realizzati in un anno solare, ma da questi si deducono le perdite (minusvalenze) delle singole operazioni e gli oneri (spese, commissioni, ecc.) sostenuti in quell’anno solare occorrenti alla produzione dei quei guadagni, proventi e perdite.

Se tale somma algebrica porta ad un risultato:

  • positivo, e solo in tal caso, si applica l’imposta sostitutiva dei redditi pari al 26%,
  • negativo, nulla è dovuto e con la possibilità di scomputarlo dai futuri redditi (vedi “zainetto fiscale” in seguito).

La piattaforma XM consente di estrarre un’ampia reportistica (statement) dalla quale emerge ogni dato necessario o semplicemente opportuno per le quantificazioni da sottoporre al trattamento fiscale.

Liquidazione e pagamento sulla quale applicare l’imposta sui redditi – Dichiarazione dei redditi

I privati investitori, quando “fiscalmente residenti” in Italia, sono tenuti a dichiarare i loro redditi da Forex ed a tal fine sono tenuti a redigere la dichiarazione dei redditi “Unico 2014 persone fisiche” (cd. “autotassazione”). A tal fine, il modello di pertinenza è il “Quadro RT”, dal quale deve emergere il procedimento di formazione del reddito (o la perdita) e la quantificazione dell’imposta da versare.

Versamento dell’imposta

Il versamento dell’imposta deve essere effettuato, congiuntamente ad eventuali altre tipologie di redditi, con Mod. “F24” nelle scadenze ordinarie previste (16 giugno o 16 luglio dell’anno successivo a quello di conseguimento dei redditi).

“Zainetto fiscale”

Nel caso in cui l’attività di trading di un anno abbia determinato un ammontare di minusvalenze (perdite) superiore a quello di plusvalenze (redditi), pur non sussistendo alcuna tassazione, è opportuno procedere comunque alla redazione e presentazione della dichiarazione dei redditi al fine di evidenziare tali minusvalenze (perdite) per poi avvalersi della possibilità di dedurle dai redditi della medesima categoria nei successivi periodi d’imposta (ma non oltre il quarto anno successivo).

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